Grafica stregata
domenica, 28 giugno 2009

leone codardoIl leone: Che cos'è che di un misero fa un re? Il coraggio! Quale portento fa una bandiera sventolare al vento? Il coraggio! Chi rende ardita l'umile mosca nella foschia fosca nella notte losca... e fa sì che un moscerino la paura mai conosca? Il coraggio! Perché l'esploratore non teme l'avventura? Perché ha coraggio! Perché quando è in pericolo non prova mai paura? Perché ha coraggio! Perché Riccardo Cuor di Leone metteva i suoi nemici in apprensione? Che cosa aveva lui che io non ho?


Dorothy, Spaventapasseri
e Uomo di latta: Il coraggio!





L'ansia del tempo

(M. Quoist)


Gli uomini andavano.

Andavano. venivano. camminavano. correvano
Le biciclette correvano.
le auto correvano
i camions correvano;
tutta la strada correva,
la città correva. tutti correvano.
Correvano per non perdere tempo.
correvano dietro al tempo.
per ricuperare il tempo.
per guadagnare il tempo.
li bambino gioca, e ora non ha tempo...
forse dopo...
Lo scolaro ha i suoi compiti da fare e non ha
tempo...
forse, dopo...
Il giovanotto fa dello sport. e non ha tempo...
forse. dopo...
l nonni hanno i nipotini. e non hanno tempo...
forse. dopo...
Sono malati, hanno le cure da fare non hanno
tempo...
Arrivederci, scusatemi, non ho tempo.
Ripasserò. non posso aspettare, non ho tempo.
Chiudo questa lettera, perché non ho tempo.
Mi sarebbe caro aiutarvi. ma non ho tempo.
Non posso accettare perché mi manca il tempo.
Signore. ho tempo,
ho tutto il tempo che mi dai.
Gli anni della mia vita. le giornate dei miei anni.
le ore dei miei giorni. sono tutte mie.
A me di colmarle , tranquillamente. senza ansia.
Non ti chiedo questa sera. Signore.
il tempo di fare questo e quello e quest'altro
Ti chiedo la grazia di fare con coscienza,
nel tempo che Tu mi dai. ciò che Tu vuoi
che io faccia.
MX02~Il-coraggio-non-ha-sempre-la-voce-grossa-Mary-Anne-Radmacher-Posters

Ivanatropinica - 14:08 - Permalink - commenti - commenti (popup)

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martedì, 16 giugno 2009




  Però, (cosa vuol dire però)
Mi sveglio col piede sinistro
quello giusto

Forse già lo sai
che a volte la follia
sembra l'unica via
per la felicità

C'era una volta un ragazzo
chiamato pazzo
e diceva sto meglio in un pozzo
che su un piedistallo

Oggi indosso
la giacca dell'anno scorso
che così mi riconosco
ed esco

Dopo i fiori piantati
quelli raccolti
quelli regalati
quelli appassiti

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove

Io, un tempo era semplice
ma ho sprecato tutta l'energia
per il ritorno

Lascio le parole non dette
e prendo tutta la cosmogonia
e la butto via
e mi ci butto anch'io

Sotto le coperte
che ci sono le bombe
è come un brutto sogno
che diventa realtà

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo

Applico alla vita
i puntini di sospensione
Che nell'incosciente
non c'è negazione
un ultimo sguardo commosso all'arredamento
e chi si è visto, s'è visto

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni


Lascio che le cose
mi portino altrove
altrove
altrove

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni





Ivanatropinica - 14:47 - Permalink - commenti (1) - commenti (1) (popup)

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domenica, 24 maggio 2009



"Voi non scrivete subito poesie d'amore eh, che sono le più difficili

aspettate almeno almeno un'ottantina d'anni...

scrivetela sul mare, il vento o un termosifone, un tram in ritardo, ecco...

non esiste una cosa più poetica di un'altra,

avete capito? la poesia non è fuori è dentro

cosa è la poesia, non chiedermelo più, guardati nello specchio, la poesia sei tu!

e vestitele bene le poesie, cercate bene le parole, dovete sceglierle!

a volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola

sceglietele, 'ché

la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere

da Adamo ed Eva, lo sapete Eva quanto c'ha messo per a scegliere la foglia di fico giusta? Come mi sta questa? Come mi sta quest'altra... ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre!

innamoratevi!

se non vi innamorate è tutto morto, morto tutto è, vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto

dilapidate la gioia, sperperate l'allegria, siate tristi e taciturni con esuberanza

fate soffiare in faccia alla gente la felicità

questo è quello che dovete fare

per trasmettere la felicità bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere felici

siate felici, dovete patire, stare male, soffrire

non abbiate paura di soffrire

tutto il mondo soffre

e se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria... tutto

avete capito?

e non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia, e se il verso non vi viene da questa posizione, da questa, da così... buttatevi in terra, mettetevi così! Eccolo qua!

è da distesi che si vede il cielo

guarda che bellezza! Perché non mi ci sono messo prima...

questa è la bellezza, come quei versi là che voglio che rimangano scritti li per sempre...

forza cancellate tutto."

[Tratto da "La Tigre e la Neve" (2005)]
 

Ivanatropinica - 12:34 - Permalink - commenti - commenti (popup)

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giovedì, 07 maggio 2009
2742 
Ma perché
 fare la scelta giusta
è sempre
 così difficile??!















Ivanatropinica - 13:36 - Permalink - commenti - commenti (popup)

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domenica, 26 aprile 2009
25aprileAnche se con un giorno di ritardo (ieri ero poco propensa agli interventi, come dire...pubblici), mi unisco a tutti coloro che ieri -e sempre- ricordano l'azione partigiana in Italia, grazie alla quale ci siamo liberati dal nazifascismo...


« Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini. »

(Piero Calamandrei)
 

Resistenza italiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

"Per Resistenza italiana (chiamata anche Resistenza partigiana o più semplicemente Resistenza) si intende l'opposizione, militare o anche soltanto politica, condotta nell'ambito della seconda guerra mondiale - dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e la conseguente invasione dell'Italia da parte della Germania nazista - nei confronti degli occupanti e della Repubblica Sociale Italiana da parte di liberi individui, partiti e movimenti organizzati in formazioni partigiane, nonché delle ricostituite forze armate del Regno del Sud che combatterono a fianco degli Alleati.

Il movimento resistenziale - inquadrabile storicamente nel più ampio fenomeno europeo della resistenza all'occupazione nazista - fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici).

I partiti animatori della Resistenza, riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale, avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra.

La Resistenza costituisce il fenomeno storico nel quale vanno individuate le origini stesse della Repubblica italiana. Infatti, l'Assemblea costituente fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche e ispirandola ai princìpi della Democrazia e dell'Antifascismo."


Per chi non lo sapesse, l'anno scorso è stata avanzata una proposta di legge che prevede l'istituzione di un'onorificenza anche per i miliziani della Repubblica di Salò...

(alla faccia della Costituzione antifascista!)


Per quel che può servire e se foste interessati,  on-line c'è una petizione apposita a cui si può accedere cliccando sul banner qui sotto (utile se si vuol sapere qualcosa in più sul ddl 1360):




"Dietro il milite delle brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c'erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l'olocausto. Dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c'era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, che di queste non ce ne sono."

I. Calvino











Ivanatropinica - 14:16 - Permalink - commenti (2) - commenti (2) (popup)

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sabato, 25 aprile 2009




Ovunque proteggi - Vinicio Capossela


Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno...

Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dov'è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello...

E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l'incanto.

E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
se il meglio già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.

I vecchi già lo sanno il perché,
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco e non basta ancora
ed è una volta sola.

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto.
L'incanto di te...
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato.
Se non ci sono stato,
se non sono tornato.

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.

Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazie del tuo cuore.


Ivanatropinica - 10:53 - Permalink - commenti (3) - commenti (3) (popup)

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mercoledì, 22 aprile 2009
la-locandina-italiana-di-che-l-argentino-107743Finalmente dopo tanta attesa, è uscita in Italia la prima parte del film di Steven Soderbergh dedicata ad Ernesto Guevara...



Sono andata con la mia cara amica comunista Stefania e due suoi amici, uno dei quali (poveretto!!!) era ignaro di ciò che lo aspettava... Insomma, non so cosa si provi a comprare un biglietto e, dopo essersi seduti, scoprire che stanno per essere proiettati 126' di documentario sul Che...non so cosa si provi, nello specifico, se sei di estrema destra.

Cioè! È come se io, dopo essermi seduta, realizzassi che ho pagato per vedere un film su Mussolini, penso che ne morirei. Va bene informarsi e tutto ma...mi si permetta di non spendere soldi per codeste informazioni, se riguardano esseri a mio avviso indegni.

Comunque.

Se ci fosse un destrorso sintonizzato: sappi che il tuo concamerato è sopravvissuto all'intera proiezione!!...Anche se, nel corso della pausa, abbiamo pensato fosse fuggito, visto che ci siamo girati ed era scomparso, lasciando come unica traccia di sé il giubbottino.

Credo sia impossibile riuscire a verbalizzare la mia emozione, quindi cercherò di rappresentarla tramite qualche faccina, cercando di trasmettere una vaga idea sulle mie condizioni psicofisiche di ieri sera ghghgh.
...Ho accolto la notizia dell'uscita del film così:
con questo spirito sono entrata in sala:

ero più o meno così durante l'intervallo:

in queste condizioni sono uscita: ...
(questo stato è stato definito da un amico di Stefy come delirio post-Che)

Opinioni sul film?

Per quanto la sottoscritta possa essere di parte, secondo me è stato un bel film. Mi rendo conto che se l'argomento non interessa o, più semplicemente, non si abbiano molte conoscenze su questa fetta della storia contemporanea, possa rivelarsi difficile seguirlo per bene, soprattutto per via dei flash-forward. Non biasimerei chi mi dice che è barboso e "lungo".
La guerriglia cubana è l'evento centrale, il "presente" della narrazione, ma di tanto in tanto si inseriscono avvenimenti post-rivoluzione, basati più che altro su interventi del comandante di fronte alle Nazioni Unite, più propriamente politici insomma.
E quindi il Che rivoluzionario ed esuberante da una parte, quello formale e diplomatico dall'altra, ma sempre e comunque CHE.
Che fosse un guerrigliero o un ministro, quest'uomo manteneva e trasudava una coerenza ed un'integrità disarmanti...
Ma il ruolo politico gli stava evidentemente stretto.

che_benicioNonostante, dopo la "liberazione" di Cuba, Guevara avesse abbandonato la sua ufficiale veste di ribelle e piuttosto iniziato a svolgere ruoli più istituzionali, egli restava pur sempre un uomo di fatti, quindi non avrebbe mai potuto resistere in quell'ambiente, non era nelle sue corde e neanche nelle sue capacità. Ed è per questo che decise di chiudere la breve parentesi da politico per continuare a investire le sue inesauribili energie nella propagazione della rivoluzione in America Latina!
Il Che incarna un'ideologia, una forma mentis che è ormai andata pressoché perduta, non è un'icona politica come purtroppo il 90% (se non più) dei miei coetanei pensa e, cosa ancor più grave, divulga.
Associare il suo nome ad una corrente politica è un sacrilegio per quanto mi riguarda!
È un'icona, sì, ma di giustizia, di coerenza, di amore per i propri ideali. È l'icona della volontà di lottare per difenderli ed applicarli alla realtà, anche a costo della propria vita. Di certo questa descrizione non si sposa con l'essenza del politico medio che secondo me è pura ciarlataneria, niente di più.... Ma è logico che, se c'è una corrente politica che più si avvicina a questo tipo di dottrina, essa è sicuramente quella socialista/comunista. Non a caso Guevara si definiva marxista-leninista, ma era decisamente super partes .
Ritornando al giudizio sul film (mi sono un po' perduta scusssate...), si tratta di un documentario alla fine... incentrato sulla presa di Cuba, ma che non tralascia i rapporti umani. Mette in evidenza il grande carattere del Che (con le sue svariate sfaccettature) in maniera a mio parere discreta. Ho sottolineato questa cosa perché un altro film dedicato a Guevara, e cioè I diari della motocicletta, credo sia spudoratamente di parte e lo dipinga troppo come un santo ...

Benicio del Toro eccezionale!!!! La somiglianza fisica c'era...ma Ernesto naturalmente è molto più bello .
Mi ha colpito positivamente anche l'interpretazione di Demian Bichir nel ruolo di Fidel Castro, era uguale!!!! Assurdo, la stessa gestualità e mimica di quel pazzo con le rotelle al contrario.

Questo è il trailer del film:





...e questa è la lettera con cui Guevara si congeda da Fidel Castro per continuare la sua azione rivoluzionaria nel Sud America (testimonianza che evidenzia molti aspetti della sua vera personalità):










Passarono stagioni, ma continuammo ancora
a mangiare illusioni e verità a ogni ora,
anni di ogni scoperta, anni senza rimpianti:
"Forza Compagni, all'erta, si deve andare avanti! "
 E avanti andammo sempre con le nostre bandiere
           e intonandole tutte quelle nostre chimere...          
[F.Guccini]




Ivanatropinica - 12:26 - Permalink - commenti (2) - commenti (2) (popup)

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mercoledì, 15 aprile 2009

Sicuramente tutti conosciamo una delle scene più particolari e romantiche del film Tre uomini e una gamba:



 




In un sito (www.latinovivo.com) ho trovato la traduzione in italiano di questa parte del Simposio, quella in cui è Aristofane a parlare.
Ovviamente quello che segue non ha grande potere mediatico e forse per qualcuno è addirittura palloso, ma io l'ho trovato molto suggestivo ...

XIV

Il discorso di Aristofane ("mito dell'andrògino"):

una volta i sessi umani erano tre, e gli uomini erano "a tutto tondo"... 

«Per dir la verità, Erissimaco,» cominciò Aristofane, «io avrei in mente di fare un discorso diverso da quello tuo e di Pausania. Io credo, infatti, che di tutta questa potenza dell'Amore, gli uomini non se ne siano accorti per niente, altrimenti gli avrebbero innalzato templi grandiosi, altari, gli farebbero sacrifici magnifici e, invece, nulla di tutto questo mentre sarebbe la prima cosa da fare. Nessuno come lui, tra tutti quanti gli dei, è amico degli uomini, viene in loro aiuto, cerca di curarne i mali, la cui guarigione, forse, sarebbe la più grande felicità del genere umano. Quindi, io cercherò di svelarvi la sua potenza e voi, a vostra volta, la rivelerete agli altri. Per prima cosa, dovete rendervi conto cosa sia la natura umana e quali siano state le sue vicende; per il passato, infatti, essa non era quella che è oggi.

146Nel principio, tre erano i sessi dell'uomo, non due, il maschio e la femmina, come ora: ce n'era un terzo che aveva in sé i caratteri degli altri due, ma che oggi è scomparso e del quale resta soltanto il nome: l'andrògino. Esso, infatti, era un essere a sé stante che, nell'aspetto esteriore e nel nome, aveva dell'uno e dell'altro, cioè, del maschio e della femmina; oggi, ripeto, non resta che il nome che, per di più, ha un significato infamante. Inoltre, la figura di questo essere umano era arrotondata, dorso e fianchi formavano come un cerchio; aveva quattro mani e quattro erano pure le gambe; aveva anche due facce, piantate su un collo anch'esso rotondo, completamente uguali e attaccate, in senso opposto, a un unico cranio; aveva quattro orecchie, doppi gli organi genitali e, da tutto questo, possiamo immaginarci il resto. Camminavano in posizione eretta, come noi, volendo potevano spostarsi in qualunque direzione e, quando correvano, facevano un po' come i nostri saltimbanchi che gettano in aria le gambe e capriolettano su se stessi: e poiché gli arti erano otto, appoggiandosi su di essi, procedevano, a ruota, velocemente. I sessi erano tre, perché quello maschile aveva avuto origine dal sole, quello femminile dalla terra e l'altro, con i caratteri d'ambedue, dalla luna, dato che quest'ultima partecipa del sole e della terra insieme: perciò avevano quell'aspetto e si spostavano rotolando, perché somigliavano a quei loro progenitori. Avevano una resistenza e una forza prodigiosa, nonché un'arroganza senza limiti, tanto che si misero in urto con gli dei e quel che dice Omero di Efialte e di Oto, che tentarono di scalare il cielo, va riferito a costoro.

 

XV

Zeus decide di tagliarli in due, ma le due metà si cercano disperatamente

«E così Giove e gli altri dei si consigliarono sul da farsi ma non seppero risolversi: non era il caso di ucciderli, infatti, come i Giganti, e di estinguerne la specie a colpi di fulmine (il che sarebbe stato come far sparire onori e sacrifici agli dei da parte degli uomini) e del resto non era possibile continuare a sopportare oltre la loro tracotanza. A furia di pensare, Giove, finalmente, ha un'idea: ‹Ho trovato il sistema,› esclamò, ‹perché gli uomini sopravvivano ma, nello stesso tempo, divengano più deboli e la smettano con la loro prepotenza. Ecco che li taglierò, ciascuno, in due,› continuò, ‹così diventeranno più deboli, e, dato che aumenteranno di numero potranno esserci anche più utili. Cammineranno su due gambe e, se non si metteranno tranquilli e faranno ancora i prepotenti, li taglierò ancora e cosi impareranno a camminare su una gamba sola, come nel gioco degli otri.› Detto fatto, si mise a tagliare gli uomini in due come si tagliano le sorbe quando si mettono a seccare, o come si divide un uovo col crine. E via via che tagliava, poi, raccomandava ad Apollo che a ciascuno gli rivoltasse il viso e la metà del collo dalla parte del taglio in modo che l'uomo, vedendosi sempre la sua spaccatura, diventasse più mansueto; Apollo, infine, provvedeva a chiudere le altre parti. Girava la faccia e, tirando la pelle, tutta verso quel punto che noi ora chiamiamo ventre, come chi fa per chiudere coi lacci una borsa, faceva una specie di groppo, che legava proprio in mezzo alla pancia, quello che noi chiamiamo ombelico. Spianava, poi, le molte rughe e modellava il petto usando un arnese un po' simile a quello che adoperano i sellai per spianare, sulla forma, le grinze del cuoio: ne lasciava, però, qualcuna, nei paraggi del ventre e intorno all'ombelico, in ricordo dell'antico castigo. Fu così che gli uomini furono divisi in due, ma ecco che ciascuna metà desiderava ricongiungersi all'altra; si abbracciavano, restavano fortemente avvinti e, nel desiderio di ricongiungersi nuovamente, si lasciavano morire di fame e di accidia, non y1pBABQABPSCX9k4jLgGH4a7IXYxxUROf9cSB6kI2ebihQGP6Yt0OFsZRW5lo-vYTbab2t7c9yVqB0volendo far più nulla, divise com'erano, l'una dall'altra. Quando, poi, una delle due metà, moriva, quella rimasta in vita, se ne cercava un'altra e le si avvinghiava, sia che le capitasse una metà di sesso femminile (che oggi noi chiamiamo propriamente donna) che una di sesso maschile; e così, morivano. Allora Giove, impietosito, ricorse a un nuovo espediente: spostò il loro sesso sul davanti; prima, infatti, l'avevano dalla parte esterna e generavano e si riproducevano non unendosi tra loro, ma alla terra, come le cicale. Dunque, trasferì questi organi sul davanti e, così facendo, rese possibile la procreazione attraverso l'unione del maschio nella femmina; lo scopo era quello di far generare e di perpetuare la specie grazie a un simile accoppiamento tra maschio e femmina; se, invece, l'unione fosse stata fra maschi, dopo un po' sarebbe venuta sazietà da questo connubio e così, una volta separatisi, sarebbero potuti ritornare al lavoro e alle altre cure della vita. Da tempi remoti, quindi, è innato negli uomini il reciproco amore che li riconduce alle origini e che di due esseri cerca di farne uno solo risanando, così, l'umana natura.

Che tutto questo sia vero o no, ha poca importanza. È bello, però, poterlo pensare possibile e  soprattutto non perdere mai la speranza !







Ivanatropinica - 10:15 - Permalink - commenti (2) - commenti (2) (popup)

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domenica, 12 aprile 2009


AUGURI A TUTTI!

...che sia una giornata piena di fede (per chi ce l'ha), cibo, uova, scherzi ed affetto...






Ivanatropinica - 11:02 - Permalink - commenti (2) - commenti (2) (popup)

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mercoledì, 08 aprile 2009

sabbia Giorni, pochi secondi, a volte un attimo appena...come un'effimera folata di vento tutto svanisce.

E una bocciatura ad un esame, un amore non corrisposto, o una vacanza andata a monte...perdono totalmente significato (ammesso che l'abbiano mai avuto!), mentre le cose vere, quelle importanti, si trasformano in granelli di sabbia che ci scivolano via dalle mani senza neanche esserci accorti di averli stretti fino a poco tempo prima.

Ed allora cosa resta? NIENTE.

Penso che almeno una volta nella propria vita ciascun essere umano si sia domandato “Ma che senso ha tutto questo?”.

Io ci penso e ci ripenso......e credo che fin quando non mi renderò davvero conto di quello che ho adesso, non potrò certo sperare di capirlo quando al suo posto ci sarà uno spazio vuoto.

Molti mi dicono “Hai tutta la vita davanti”... Beh, anche altre persone l'avevano, e magari il giorno dopo non più.

Un giorno stai bene, il giorno dopo scopri di avere un tumore, un giorno ami una persona, ed il giorno dopo la perdi, un giorno pensi a dove poter lavorare dopo la laurea, il giorno dopo ti crolla la Casa Dello Studente in testa...un giorno hai un lavoro, il giorno dopo ti ritrovi disoccupato o, peggio ancora, morto. In ognuno di questi casi, ed in milioni di diversi altri, la frase che ci rimbomba in testa è però sempre uguale: “Se solo avessi avuto più tempo...”.

Ed allora la lunghissima ed oserei dire quasi eterna vita smette di distribuire anni, giorni, ore e minuti. Ti dice che sei arrivato al capolinea, bella fregatura, non c'è che dire.

Com'è che sembra che ci sia sempre tempo, e quando siamo alle strette sembra piuttosto ce lo stiano sottraendo a forza dai pugni chiusi?


clessidraNon sono quei secondi, quei giorni, o magari quei mesi in cui pare che la sabbia nella clessidra precipiti più vertiginosamente a sembrarci più corti di quel che sono in realtà, ma è tutto ciò che sta attorno ad essere esageratamente distorto. E' distorta la sabbia che deve ancora cadere, così come quella che è già andata perduta.

Si dice che il valore delle cose si matura quando esse stesse svaniscono, beh io penso sia una grandissima stronzata.

Una cosa non potrà avere mai valore più grande e DURATURO se non quando la stringiamo tra le mani e la viviamo in pieno. Il valore che gli attribuiamo quando non c'è più, secondo me, non rispecchia nemmeno la più lontana sfumatura della realtà.

Poi c'è chi sa davvero tenersi stretti i propri tesori quando è in suo potere farlo....sono quelle le persone che soffrono veramente quando vengono abbandonate.

Ma in ognuno dei due casi, il risultato finale è obiettivamente univoco e soprattutto molto molto molto triste....

Non è accettabile perdere un genitore, un figlio, una sorella. Non lo trovo giusto.

Il tempo scorre inesorabile e non so se riuscirò a farne un buon uso. Non so se saprò riconoscere la punta di un iceberg prima di esserne travolta o, di contro, individuare una buona quanto fugace occasione che il mondo potrebbe offrirmi.

Ho solo 24 anni, ma non riesco a immaginare un futuro concreto che vada oltre un paio di giorni, se non sognando e pensando tra me e me “è fantasia”. Quando mi sforzo di andare poco più in là ho paura... Paura, probabilmente, di fare la scelta giusta.


"Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi."

Ernest Hemingway

 

 



Ivanatropinica - 22:50 - Permalink - commenti (1) - commenti (1) (popup)

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